L’ attualità dei promessi sposi

Il romanzo di Alessandro Manzoni è un testo classico , ossia un libro che col tempo è divenuto parte integrante della cultura del nostro paese e addirittura patrimonio letterario mondiale.  Un testo che ha lasciato un segno in intere generazioni di studenti. Nel corso del ‘900 il  romanzo i Promessi Sposi ha conosciuto nuova fama grazie all’opera di numerosi illustratori di fumetti, registi e reti televisive.

 

 

disney

 

Molteplici sono state infatti le trasposizioni cinematografiche o le parodie del romanzo che oltre a svolgere un’azione di divulgazione e di intrattenimento hanno avuto  come obiettivo quello di avvicinare i giovani lettori  all’opera manzoniana.

locandina

 

L’attualità di questo romanzo è anche incentivata da alcune vicende che lo hanno reso protagonista subito dopo la sua pubblicazione. Infatti il romanzo ” I promessi sposi ”  di Alessandro Manzoni è stato il libro più pirateggiato dell’intera storia editoriale italiana. Tra la data della prima edizione, il 1825, ad opera di Vincenzo Ferrario e il 1860, erano centinaia le edizioni che giravano, e di queste solo una decina erano state formalmente autorizzate dall’autore. La prima versione del romanzo (Ferrario, Milano 1825-26) fu ceduta, per il mercato estero, a Pomba, che ne fece ben sei edizioni tra il 1827 e il 1837; la seconda versione, pubblicata a Milano da Guglielmini e Redaelli nel 1840, fu ristampata l’anno successivo a Parigi da Baudry con un contratto che prevedeva la cessione dei diritti per otto anni. Nell’aprile 1845 Felice Le Monnier fece uscire dai suoi torchi una nuova edizione dei Promessi Sposi, senza nessuna comunicazione all’autore e alcun preavviso. Manzoni ne ebbe notizia dal Grossi e preoccupato dal contingente danno scrisse all’avvocato Giuseppe Montanelli. Dopo un lungo processo, il 3 agosto 1846, Le Monnier fu condannato alla riparazione dei danni e al rimborso delle spese di giudizio quantificate in L. 237. Il Manzoni ne fu informato dal Montanelli e il 18 agosto rispose: «Andavo dicendo: spero nel Montanelli e nella giustizia toscana; ora dico: viva il Montanelli e la giustizia toscana. Certo, la cosa era chiara; ma l’avevano quasi fatta sparire, e bisognava accender de’ lumi per ritrovarla, come ha fatto Lei, tanto felicemente quanto abilmente».

 

 

 

 

 

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