I luoghi del romanzo

Manzoni per descrivere i personaggi usa una tecnica  particolare infatti alcuni aspetti del del carattere dei personaggi  vengono  descritti attraverso il luogo in cui vivono.
Il primo capitolo inizia con la descrizione sommativa dell’area geografica in cui si svolgerà la vicenda. Tale descrizione avviene dall’alto, un punto di vista insolito per il lettore che così ha un’ampia idea della zona, questa tecnica è detta visione cinematografica o a volo d’uccello. Lo scrittore lombardo è convinto che un piano divino regoli le cose  del mondo,è per questo che,nel momento in cui dà l’avvio alla narrazione,privilegia la visione dall’alto.Il paesaggio viene visto con gli occhi di Dio che lo ha creato prima che con quelli degli uomini che lo abitano.  Così facendo l’autore va a presentare anche se indirettamente, la vera protagonista del romanzo : la Divina Provvidenza.

Il romanzo è “girato” in gran parte in “esterni”.Gli episodi di primo rilievo che hanno luogo tra le quattro mura sono pochi: il colloquio tra Don Rodrigo e Fra Cristoforo,il tentato matrimonio a sorpresa nella canonica di don Abbondio,la sbornia di Renzo, il colloquio del Cardinale con l’Innoniminato, la malattia e la morte di Don Rodrigo. Ma sono in esterni tutti gli altri a cominciare dal fatale incontro di don Abbondio con i Bravi, l’addio ai monti, la sommossa di Milano, la fuga di Renzo, il rapimento di Lucia, don Abbondio sulla mula, la peste, il Lazzaretto

LA STRADICCIOLA DEL LAGO DI COMO

Don abbondio e i bravi

Questo luogo è il primo ad apparire all’interno del romanzo perchè è immediatamente posposto all’ampia descrizione del paesaggio che man mano si restringe fino a focalizzarsi interamente su questa piccola strada. Essa è percorsa quotidianamente da Don Abbondio e sarà proprio lungo questo percorso che l’equilibrio del romanzo troverà la sua rottura. La via che ci viene presentata non è altro che una della tante stradine che costeggiano il lago di Como e che separano la campagna dalle sponde del lago. Esse non sono molto frequentate ed è probabilmente per questo motivo che Don Abbondio ama passeggiarvi poichè il curato ama la tranquillità e cerca sempre di evitare ciò che la possa sconvolgere.

IL PALAZZOTTO DI DON RODRIGO

palazzotto di don rodrigo

Viene chiamato così sia per sminuire quel luogo che  per sottolineare  il  senso di inferiorità del signorotto che vi abita, infatti quest’ultimo è considerato dai suoi pari non un temibile padrone bensì un mediocre tirannello. La sua residenza  rispecchia molto il carattere del padrone ,  lui non si sente all’altezza  dei suoi antenati. Nel romanzo Manzoni si sofferma molto sul complesso di inferiorità di Don Rodrigo ritornando spesso sul fatto che questo signorotto si senta potente solo all’interno della sua casa.

Il palazzotto si trova su una collina e ai suoi piedi giacciono le case dei contadini a lui affiliati. Manzoni sottolinea dettagliatamente la posizione delle case rispetto al palazzo che è segno dell’obbedienza passiva ,della sottomissione dei contadini a don Rodrigo.Il palazzotto dà l’idea di una lurida caserma , tutti i personaggi presenti “mezzi contadini e mezzi banditi” sottolineano il servilismo di tali individuai al padrone . La descrizione del palazzotto avviene con gli occhi di Fra Cristoforo ed in un primo momento essa conferisce un’aria piuttosto minacciosa al luogo ma questa prima apparenza verrà sminuita con la descrizione del castello dell’Innominato, un luogo che incute grande terrore.

CASA DI LUCIA

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La casa dove abita Lucia assieme a sua madre Agnese è una casa molto semplice e spoglia. Essa si trova in fondo al villaggio ed è composta da due piani e un cortiletto che poi dà l’accesso alla dimora vera è propria. Questa si può definire una casa statica e inviolabile fino al  tentato rapimento di Lucia, da  quel momento la sacralità di quella casa viene spezzata con appunto l’effrazione da parte dei Bravi.

CASA DI TONIO

casa di tonio

La casa di questo personaggio è anch’essa una casa umile e forse di ridotte dimensioni rispetto a quella di Lucia  che tra l’altro non deve ospitare un famiglia numerosa. Inoltre  quella di Tonio è la prima vera famiglia descritta da Manzoni il quale ne approfitta per contestualizzare il tema della carestia all’interno di questo nucleo famigliare.

L’OSTERIA

osteria

L’osteria è un luogo non prediletto,anzi guardato con sospetto dal Manzoni poichè  luogo ambiguo  e pieno di insidie . E’ un luogo di finzione e sotterfugi  dove le persone malvagie si riuniscono per progettare  inganni ed elaborare  piani diabolici per compire misfatti di ogni genere infatti l’osteria è molto frequentata dai Bravi .Essa può rappresentare anche un luogo utile dove racimolare informazioni sulla gente del posto. Tali informazioni vengono fornite puntualmente dall’oste felice di accontentare i clienti in tutto e per tutto purchè paghino.

LA CANONICA

Canonica

Manzoni non ce la descrive nel dettaglio ma sappiamo che è formata da due piani e che vi abita Don Abbondio, curato della cittadina. Questo luogo rappresenta per il parroco  l’unico posto veramente sicuro dove rintanarsi quando si imbatte in situazioni sgradevoli o quando si sente in pericolo,  ciò lo si evince soprattutto all’inizio del romanzo quando, dopo essere stato minacciato da due bravi corre subito verso casa sconvolto. La sicurezza della canonica però viene violata nel VIII capitolo quando Renzo e Lucia con altri complici tentano di ingannarlo, penetrando di nascosto nella sua dimora. Questa visita a tradimento sconvolge molto il  parroco poichè egli capisce che anche nella sua stessa casa può essere attaccato.

LA CASA DEL DOTTOR AZZECCA-GARBUGLI

Casa di azzecca-garbugli

Si trova a Lecco e vi si reca Renzo sotto consiglio di Agnese. E’ molto facile da individuare poichè è conosciuta da tutti ma Manzoni non ci offre una descrizione completa di essa. La dimora dell’avvocato in Renzo suscita una grande senso di rispetto e riverenza verso quel luogo e la figura che rappresenta, ma il vero fulcro della vicenda è lo studio di Azzecca-garbugli tappezzato di ritratti deicesari romani e contenente una grande libreria e una scrivania colma di documenti e grida “ vecchie e nuove”  .

ADDIO AI MONTI 

L’Addio ai monti di Lucia è la parte conclusiva dell’ottavo capitolo del romanzo, in cui Lucia, in procinto di abbandonare il paese, accompagnata da Renzo per giungere a Monza, saluta per l’ultima volta quei paesaggi che ha ammirato per anni interi, con una nota malinconica e già nostalgica. Nell’Addio ai monti è  inoltre possibile ricongiungere avvenimenti moderni e quotidiani poiché esso è espressione dello stato d’animo e della riflessione di chi, in ogni tempo, è costretto a lasciare la propria terra; analizza i sentimenti e i pensieri della protagonista che caratterizzano il brano, sottolineando l’intensità delle parole e del loro significato in un personaggio così semplice. Tutto ciò si svolge mentre i tre fuggiaschi si stanno allontanando dal loro paese su una barca. Lucia pensa al paesaggio che sta abbandonando e data la sua grande malinconia anche l’ambiente trasmette tristezza, sottolineando il suo stato d’animo , tutta la descrizione è molto poetica, capace di far sentire il lettore come in quel luogo. La rappresentazione mostra  il triste pensiero della donna, costretta da un giorno all’altro ad abbandonare la sua terra natìa, alla quale era molto affezionata e dove, almeno prima dell’oltraggiosa offesa di Don Rodrigo, si sentiva sicura e protetta. Lucia si sente minacciata dal potere e dalla grandezza del palazzotto e quindi da Don Rodrigo e non può far altro che piangere segretamente. “Lucia lo vide, e rabbrividì. Posò sul braccio la fronte come per dormire e pianse segretamente.” Nella descrizione del paesaggio, Manzoni ritrae tutti i particolari ,nei minimi dettagli, dell’ambiente circostante, perché Lucia sta lasciando alle spalle qualcosa di veramente amato e inoltre per lei la sua casa e quei luoghi sono gli unici posti  conosciuti. Secondo la visione di Manzoni, le cause per cui si lascia la propria terra possono essere diverse: si può lasciare la terra natìa per andare a cercare  fortuna altrove o , come in questo caso, si è costretti ingiustamente a fuggire. Lucia anche in questa   particolare circostanza rivolge ancora una volta i suoi pensieri e le sue speranze a Dio, con la convinzione che la stia assistendo nella sua sventura, la ragazza però non esterna le sue sensazioni , le sue paure, i suoi pensieri a Renzo. L’uso del paesaggio nei promessi Sposi è un elemento  molto importante che porta alla soluzione di un problema fondamentale: far capire al lettore in profondità le condizioni, il modo di vivere, le usanze del seicento; ma non solo: i sentimenti, le opinioni e lo stile di vita dei suoi personaggi. La descrizione del  Lago di Como, i segni della carestia, il luogo di abitazione di alcuni personaggi, l’addio ai monti,  sottolinea la struggente nostalgia di Lucia che si allontana da luoghi cari, prendendone congedo con strazio, mentre il cielo è luminoso, il paesaggio immobile e statico, l’atmosfera  tranquilla. È notevole come Manzoni riesca, con un paesaggio, a comunicare al lettore sentimenti  particolari visivi come se anch’egli fosse proprio lì, ad osservare la triste scena. Anche se Lucia è una persona semplice, l’autore le attribuisce anche un’intelligenza non comune nelle persone come lei, poco istruite e più umili e la stessa ricorre spesso alla parola “addio”, (“Addio, monti”; “addio, casa natìa”; “addio, casa ancora straniera”; “addio, chiesa”), proprio per sottolineare un allontanamento che potrà durare anche molto tempo, anche se nessuno può realmente sapere per quanto Renzo e Lucia dovranno sopportare le ingiustizie, i soprusi e i dispetti del signorotto. A questa pagina di Manzoni si possono paragonare anche disagi dei giorni nostri, ed è per questo che il lettore è coinvolto emotivamente nella lettura. Anche oggi infatti sono molte le persone costrette alla fuga dalla loro città per le condizioni economiche o per lavoro e che devono affrontare disagi non indifferenti per andare altrove. Questa caratteristica di Manzoni, di riuscire a far risuonare nel tempo i pensieri di Lucia, rende il romanzo unico nella sua capacità di essere motivo di riflessione anche per le persone della società attuale. L’Addio ai monti rappresenta inoltre una fase di passaggio del romanzo fondamentale : da questo momento le strade dei due giovani si separeranno e ognuno di loro verrà in contatto ,in modi diversi ,con un mondo più vasto e più tragico di quello che conoscevano.Solo dopo lunghe peripezie potranno ricongiungersi , più maturi e consapevoli,ma soprattutto più che mai  rafforzati nella loro fede nella Provvidenza divina.

 

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